Timer
Scegli un tempo, premi Avvia e ricevi un segnale quando è finito.
5:00
Il timer tiene il tempo anche in una scheda in secondo piano, ma il segnale può non suonare se il telefono è bloccato.
Come funziona
Il timer misura sull’orologio e non conta gli scatti. Mantiene quindi il tempo giusto anche quando la scheda è in secondo piano e il browser risparmia energia, e il tempo rimanente compare nel titolo della scheda.
Un tempo a scelta si può scrivere in minuti (7 o 2,5), in minuti e secondi (4:30) o in ore, minuti e secondi (1:15:00). Si possono usare anche le unità: 4 min 30 s o 1 h 15 min.
Il segnale viene creato nel browser senza file audio. Si sente solo se l’audio è attivo e la scheda ha potuto riprodurre suoni quando hai premuto, cosa che alcuni telefoni bloccano in modalità silenziosa.
Venticinque minuti sono la durata di una sessione nella tecnica del pomodoro: lavora una sessione, riposa cinque minuti e fai una pausa più lunga dopo quattro.
Come conta lo strumento
Quando premi Avvia, il timer comincia a misurare come il cronometro, con l’orologio di misura del browser, performance.now(), e con l’orologio normale del computer per il tempo in sospensione. Cinque volte al secondo sottrae il tempo misurato da quello scelto. Il tempo che resta è arrotondato per eccesso al secondo intero, sia mentre il timer va sia quando è in pausa. Un timer da cinque minuti mostra quindi 5:00 per il primo secondo e 0:01 per l’ultimo, poi segnala che il tempo è scaduto.
Se l’orologio del computer viene spostato indietro mentre il timer va, per esempio da un server dell’ora, il tempo che resta non cambia, e il tempo in sospensione viene contato, anche sui sistemi in cui performance.now() si ferma mentre il computer è sospeso. Un orologio spostato avanti di più di due secondi conta invece come tempo trascorso, perché la pagina web non può distinguerlo dalla sospensione. Fino a ottobre 2026 il timer contava solo sull’orologio del computer e ne seguiva ogni regolazione.
Il segnale è fatto di tre brevi toni a 880 hertz, lunghi circa un quarto di secondo, con poco più di un terzo di secondo fra un inizio e l’altro. Viene generato nel browser solo quando il tempo scade.
Scrivere un tempo
Un numero da solo si legge come minuti, e sia la virgola sia il punto valgono come separatore decimale: 90 diventa un’ora e mezza e compare come 1:30:00, 2,5 e 2.5 diventano 2:30, e sia 4,30 sia 4.30 sono 4,3 minuti, cioè 4:18. Per quattro minuti e mezzo scrivi 4:30. Con i due punti, due numeri si leggono come minuti e secondi e tre come ore, minuti e secondi; anche tre numeri separati da punti, come 1.15.00, valgono come 1:15:00. I secondi devono stare sotto 60, quindi 0:90 non è accettato, e nella forma lunga lo stesso limite vale per i minuti. Non c’è un limite massimo, ma un tempo pari a zero non è accettato.
Un tempo si può scrivere anche con le unità: h per le ore, min o m per i minuti e s o sec per i secondi, con o senza punto dopo e con o senza spazi, come 4 min 30 s, 4m30s o 1 h 15 min. Le unità vanno nell’ordine ore, minuti, secondi. Un numero senza unità alla fine vale come l’unità minore successiva, quindi 4 min 30 è 4:30 e 1 h 15 è 1:15:00, e dopo un’unità maggiore il numero deve stare sotto 60. Solo l’ultimo numero può avere decimali, quindi 2,5 min è 2:30.
Quando la scheda è in secondo piano
I browser fanno girare i timer meno spesso nelle schede che non si vedono. Firefox sul computer aspetta almeno un secondo, e Firefox per Android almeno quindici minuti e può anche scaricare la scheda. Chrome controlla questi timer una volta al secondo, e dalla versione 88 solo una volta al minuto quando la pagina è nascosta da più di cinque minuti, è silenziosa da almeno 30 secondi e il timer è scattato almeno cinque volte di fila. Questo timer scatta cinque volte al secondo, quindi soddisfa l’ultima condizione.
Il tempo che resta è giusto quando torni, ma il segnale e il tempo nel titolo della scheda possono arrivare fino a un minuto in ritardo. Tieni la scheda in vista quando il segnale deve suonare al momento giusto.