gio 1 gen – dom 4 gen
4 giorni per giorno di ferie4 giorni liberi di fila – giorni di ferie: 1
Prendi ferie: ven 2 gen
Festività: Capodanno
Scegli l’anno, il paese e quanti giorni di ferie vuoi usare, e vedi dove il riposo dura di più.
4 giorni liberi di fila – giorni di ferie: 1
Prendi ferie: ven 2 gen
Festività: Capodanno
4 giorni liberi di fila – giorni di ferie: 1
Prendi ferie: lun 5 gen
Festività: Epifania
4 giorni liberi di fila – giorni di ferie: 1
Prendi ferie: lun 1 giu
Festività: Festa della Repubblica
4 giorni liberi di fila – giorni di ferie: 1
Prendi ferie: lun 7 dic
Festività: Immacolata Concezione
6 giorni liberi di fila – giorni di ferie: 2
Prendi ferie: ven 2 gen, lun 5 gen
Festività: Capodanno, Epifania
10 giorni liberi di fila – giorni di ferie: 4
Prendi ferie: lun 28 dic, mar 29 dic, mer 30 dic, gio 31 dic
Festività: Natale, Capodanno
9 giorni liberi di fila – giorni di ferie: 4
Prendi ferie: lun 5 gen, mer 7 gen, gio 8 gen, ven 9 gen
Festività: Epifania
9 giorni liberi di fila – giorni di ferie: 4
Prendi ferie: mar 7 apr, mer 8 apr, gio 9 apr, ven 10 apr
Festività: Lunedì dell’Angelo
9 giorni liberi di fila – giorni di ferie: 4
Prendi ferie: lun 27 apr, mar 28 apr, mer 29 apr, gio 30 apr
Festività: Festa dei Lavoratori
9 giorni liberi di fila – giorni di ferie: 4
Prendi ferie: lun 1 giu, mer 3 giu, gio 4 giu, ven 5 giu
Festività: Festa della Repubblica
9 giorni liberi di fila – giorni di ferie: 4
Prendi ferie: lun 7 dic, mer 9 dic, gio 10 dic, ven 11 dic
Festività: Immacolata Concezione
9 giorni liberi di fila – giorni di ferie: 4
Prendi ferie: lun 21 dic, mar 22 dic, mer 23 dic, gio 24 dic
Festività: Natale
FerieFestivoFine settimana
Contano solo le festività nazionali. I giorni liberi per contratto, come la vigilia di Natale, e la festa del santo patrono allungano i periodi.
Fare il ponte significa prendere ferie in un giorno lavorativo che cade tra una festa e il fine settimana. Con un solo giorno di ferie si ottengono così quattro giorni liberi di fila. Lo strumento trova tutte queste occasioni dell’anno, anche quelle in cui due, tre o quattro giorni di ferie formano un periodo più lungo, come intorno al 25 aprile, al 2 giugno o all’8 dicembre.
I suggerimenti sono ordinati in base a quanti giorni liberi rende ogni giorno di ferie. Quattro giorni liberi per un giorno di ferie battono nove per quattro, anche se il periodo più lungo potrebbe andarti meglio, perciò li vedi entrambi.
Ogni periodo inizia e finisce in un giorno in cui sei comunque libero, e i giorni di ferie cadono sempre tra due giorni liberi. In Svezia fanno eccezione la vigilia di mezza estate, la vigilia di Natale e quella di Capodanno, contate come giorni liberi perché la legge svedese sulle ferie le equipara alla domenica. Per il resto contano solo le festività nazionali previste dalla legge: non la festa del santo patrono, che vale solo nel proprio comune, né la vigilia di Natale o San Silvestro, che molti hanno liberi per contratto. Se in quei giorni non lavori, i periodi intorno diventano ancora più lunghi.
Le festività sono le stesse dei giorni lavorativi e delle pagine sulle festività, compreso San Francesco il 4 ottobre, festivo dal 2026. I ponti che il datore di lavoro concede già non sono contati, perché cambiano da un posto di lavoro all’altro.
I periodi che danno più giorni liberi per ogni giorno di ferie, usando al massimo quattro giorni di ferie. I ponti già passati non compaiono. La tabella nasce dalle stesse regole dello strumento qui sopra.
| Liberi | Ferie da chiedere | Giorni di fila | Per giorno di ferie | Festività |
|---|---|---|---|---|
| sab 5 dic – mar 8 dic | lun 7 dic | 4 | 4,0 | Immacolata Concezione |
| ven 25 dic – dom 3 gen | lun 28 dic, mar 29 dic, mer 30 dic, gio 31 dic | 10 | 2,5 | Natale, Capodanno |
| sab 5 dic – dom 13 dic | lun 7 dic, mer 9 dic, gio 10 dic, ven 11 dic | 9 | 2,3 | Immacolata Concezione |
| sab 19 dic – dom 27 dic | lun 21 dic, mar 22 dic, mer 23 dic, gio 24 dic | 9 | 2,3 | Natale |
| mar 8 dic – dom 13 dic | mer 9 dic, gio 10 dic, ven 11 dic | 6 | 2,0 | Immacolata Concezione |
I periodi che danno più giorni liberi per ogni giorno di ferie, usando al massimo quattro giorni di ferie. I ponti già passati non compaiono. La tabella nasce dalle stesse regole dello strumento qui sopra.
| Liberi | Ferie da chiedere | Giorni di fila | Per giorno di ferie | Festività |
|---|---|---|---|---|
| ven 1 gen – mer 6 gen | lun 4 gen, mar 5 gen | 6 | 3,0 | Capodanno, Epifania |
| ven 1 gen – dom 10 gen | lun 4 gen, mar 5 gen, gio 7 gen, ven 8 gen | 10 | 2,5 | Capodanno, Epifania |
| mer 6 gen – dom 10 gen | gio 7 gen, ven 8 gen | 5 | 2,5 | Epifania |
| sab 29 mag – mer 2 giu | lun 31 mag, mar 1 giu | 5 | 2,5 | Festa della Repubblica |
| mer 2 giu – dom 6 giu | gio 3 giu, ven 4 giu | 5 | 2,5 | Festa della Repubblica |
| sab 4 dic – mer 8 dic | lun 6 dic, mar 7 dic | 5 | 2,5 | Immacolata Concezione |
Undici delle festività italiane hanno una data fissa e quindi cadono ogni anno in un giorno della settimana diverso: uno più avanti dell’anno prima, due quando in mezzo c’è il 29 febbraio. Un anno può così offrire tre ponti comodi e quello dopo quasi nessuno.
Il ponte classico nasce quando una festività con data fissa cade di martedì o di giovedì: un solo giorno di ferie unisce il fine settimana alla festività e produce quattro giorni di fila. Quando invece la festività cade di mercoledì servono due giorni di ferie per arrivare a cinque, e quando cade di sabato o di domenica non produce nulla.
La Pasqua è l’unica parte mobile. Cade la domenica successiva al primo plenilunio che si verifica il 21 marzo o dopo, dove il plenilunio è quello del calendario ecclesiastico e non quello astronomico, e trascina con sé il Lunedì dell’Angelo. Il lunedì di Pasqua è quindi l’unica festività italiana che cade sempre in un giorno feriale, e la settimana pasquale è quella che si può programmare con più anticipo.
La legge 27 maggio 1949, n. 260 elenca i giorni festivi agli effetti civili: tutte le domeniche e poi i giorni indicati per nome. Dal 2026 sono dodici. Lo strumento aggiunge la domenica di Pasqua, per poter confrontare l’Italia con gli altri paesi, e arriva quindi a tredici: una in più di quelle che la legge nomina.
L’elenco si è mosso parecchio. La legge 5 marzo 1977, n. 54 soppresse cinque giorni festivi – Epifania, San Giuseppe, Ascensione, Corpus Domini e Santi Pietro e Paolo – e spostò alla prima domenica di giugno e di novembre la festa della Repubblica e il giorno dell’unità nazionale. L’Epifania tornò festiva dal 1986 con il decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 1985, n. 792, il 2 giugno dal 2001 con la legge 20 novembre 2000, n. 336, mentre il 4 novembre è rimasto una celebrazione domenicale.
L’ultima novità è il 4 ottobre. La legge 8 ottobre 2025, n. 151 ha aggiunto San Francesco d’Assisi all’elenco della legge del 1949 con effetto dal 1° gennaio 2026. Prima non era un giorno festivo ma una solennità civile istituita dalla legge 132/1958, con orario ridotto negli uffici pubblici fino al 1977: è quindi la prima volta che il 4 ottobre è festivo a tutti gli effetti. Nel 2026 cade di domenica e non toglie nessun giorno lavorativo; dal 2027 comincia a produrre ponti come le altre.
Il Lunedì di Pentecoste, festivo in Germania, in Francia, nei Paesi Bassi e altrove, non compare nell’elenco del 1949 e non è mai stato giorno festivo agli effetti civili in Italia. Nemmeno il Venerdì Santo lo è, benché molte scuole chiudano.
Oltre alle festività nazionali ogni comune festeggia il proprio patrono, ed è un giorno festivo a tutti gli effetti nel territorio di quel comune. Le date sono le più varie: il 7 dicembre a Milano, il 24 giugno a Torino e a Firenze, il 19 settembre a Napoli, il 25 aprile a Venezia, che coincide con la Liberazione, il 4 ottobre a Bologna, che dal 2026 coincide con San Francesco. Per Roma il 29 giugno è riconosciuto direttamente dal decreto del 1985 che ha ridato l’Epifania al calendario.
Lo strumento non include il patrono, perché cambia da comune a comune e renderebbe il conteggio valido solo per una città. Chi pianifica le ferie dovrebbe aggiungerlo a mano: spesso è il giorno che, unito al fine settimana giusto, produce il ponte più lungo dell’anno in quella città.
Il decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66 riconosce almeno quattro settimane di ferie retribuite all’anno. Due settimane vanno godute nell’anno di maturazione, consecutive se il lavoratore lo chiede, e le altre due entro diciotto mesi dalla fine di quell’anno. Le quattro settimane minime non possono essere sostituite da un’indennità, salvo che il rapporto finisca. I contratti collettivi possono dare di più, non di meno.
Il momento però non lo sceglie il lavoratore da solo: l’articolo 2109 del codice civile lascia all’imprenditore il compito di stabilire il periodo feriale, tenendo conto delle esigenze dell’impresa e degli interessi del lavoratore. Un ponte va quindi chiesto, e i giorni più richiesti finiscono presto.
A queste si aggiungono, per molti, i permessi per le festività soppresse nel 1977. Nel pubblico impiego li ha previsti la legge 23 dicembre 1977, n. 937, che ha assegnato giornate di riposo in sostituzione delle festività abolite; nel settore privato la compensazione è regolata dai contratti collettivi e cambia da settore a settore. Sono i giorni che le buste paga chiamano ex festività o, in molti contratti, ROL.
Una festività che cade di domenica non toglie un giorno di lavoro, ma non è del tutto indifferente. L’articolo 5 della legge 260/1949, nel testo sostituito dalla legge 31 marzo 1954, n. 90, prevede che al lavoratore spetti in quel caso, oltre alla normale retribuzione, una quota giornaliera aggiuntiva. Chi è retribuito al mese la calcola in genere come un ventiseiesimo della retribuzione mensile.
Il conto dei giorni liberi e il conto delle buste paga possono quindi non coincidere: un anno con molte festività nel fine settimana è un anno povero di ponti e non necessariamente un anno povero di retribuzione. La tabella qui sopra guarda solo al primo dei due.
Sei offline. La pagina è mostrata com’era l’ultima volta che l’hai aperta.