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Quaestio

Giorni lavorativi

Conta i giorni lavorativi fra due date, tolti sabati, domeniche e festività. Scegli il paese, perché le festività cambiano.

Giorni lavorativi

254

Il primo e l’ultimo giorno contano.

  • Giorni di calendario365
  • Sabati e domeniche104
  • Festività nei giorni feriali7

Festività nel periodo

  • Capodanno2026-01-01
  • Epifania2026-01-06
  • Lunedì dell’Angelo2026-04-06
  • Festa dei Lavoratori2026-05-01
  • Festa della Repubblica2026-06-02
  • Immacolata Concezione2026-12-08
  • Natale2026-12-25

Il santo patrono locale non viene sottratto, perché cade in date diverse da comune a comune. Non vengono sottratte nemmeno le festività dei singoli Länder tedeschi.

I paesi differiscono più di quanto si creda. La Svezia ha l’Epifania, la mezza estate e Ognissanti, che Norvegia e Danimarca non hanno. Norvegia e Danimarca hanno in cambio il Giovedì Santo e il Lunedì di Pentecoste. Nei Paesi Bassi, in Italia, in Francia, in Polonia, in Messico e negli Stati Uniti il Venerdì Santo è lavorativo; i Paesi Bassi hanno in compenso il Koningsdag. Per la Germania si contano solo le nove festività valide in tutta la federazione; i Länder ne aggiungono da zero a quattro proprie. L’Italia ha abolito nel 1977 l’Ascensione, San Giuseppe, il Corpus Domini e i Santi Pietro e Paolo, e il Lunedì di Pentecoste non vi è mai stato festivo; in cambio ha giorni che la maggior parte degli altri paesi non ha, come il 25 aprile, il 2 giugno, San Francesco dal 2026 e l’Immacolata dell’8 dicembre. La Francia non ha né il Santo Stefano né il Venerdì Santo, festivi solo in Alsazia-Mosella, ma ha cinque giorni propri, dalla Vittoria dell’8 maggio all’Armistizio dell’11 novembre. Il Regno Unito non ha un elenco unico: Inghilterra e Galles, Scozia e Irlanda del Nord hanno ciascuna i propri bank holiday. Per gli Stati Uniti si contano le undici festività federali. Per Germania, Spagna e Regno Unito puoi scegliere una regione.

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Come funziona

Il giorno iniziale e quello finale contano entrambi, come si usa per i periodi nelle pianificazioni. Nei termini di legge vale invece la regola opposta: l’articolo 2963 del codice civile e l’articolo 155 del codice di procedura civile escludono il giorno iniziale, e un termine che scade in un giorno festivo è prorogato al primo giorno seguente non festivo.

Sabati e domeniche vengono sempre sottratti. Le festività si possono togliere, perché non tutte le aziende seguono lo stesso calendario.

In Italia si contano tredici festività: Capodanno, Epifania, Pasqua, Lunedì dell’Angelo, Festa della Liberazione il 25 aprile, Festa dei Lavoratori il 1° maggio, Festa della Repubblica il 2 giugno, Ferragosto, San Francesco d’Assisi il 4 ottobre, Ognissanti, Immacolata Concezione e i due giorni di Natale. San Francesco è festivo dal 2026 per la legge 151/2025, che lo aggiunge all’elenco della legge 260/1949; prima era solennità civile, cioè una ricorrenza senza astensione dal lavoro. Nel 2026 cade di domenica, quindi la prima volta che toglie un giorno lavorativo è nel 2027. La Pasqua è compresa nell’elenco qui sopra perché è domenica, e tutte le domeniche sono giorni festivi per legge; l’elenco dell’articolo 2 ne nomina dodici oltre alle domeniche.

Il santo patrono locale non è compreso. È festa in ogni comune, ma cade in date diverse (a Milano il 7 dicembre, a Roma il 29 giugno, a Napoli il 19 settembre) e un numero valido ovunque è più utile di uno valido solo a Milano.

L’Ascensione è stata abolita come festività civile nel 1977, insieme a San Giuseppe, al Corpus Domini e ai Santi Pietro e Paolo, e qui non si conta; il Lunedì di Pentecoste non è invece mai stato festivo in Italia, mentre lo è in sei degli altri quattordici paesi dell’elenco: Germania, Francia, Paesi Bassi, Norvegia, Danimarca e Romania, dove segue il calendario ortodosso.

La Pasqua determina due delle festività e cade la domenica successiva al primo plenilunio che cade il 21 marzo o dopo. Il plenilunio è quello del calendario ecclesiastico, non quello astronomico, e la data viene calcolata per ogni anno.

Una festività che cade di sabato o di domenica non viene sottratta due volte, e l’elenco mostra solo le festività che costano davvero un giorno lavorativo.

Giorni lavorativi per mese in Italia

I giorni lavorativi, dal lunedì al venerdì escluse le festività nazionali, per ogni mese di quest’anno e del prossimo. Il patrono del comune non è compreso. I valori nascono dalle stesse regole dello strumento qui sopra.

Mese20262027
Gennaio2019
Febbraio2020
Marzo2222
Aprile2122
Maggio2021
Giugno2121
Luglio2322
Agosto2122
Settembre2222
Ottobre2220
Novembre2121
Dicembre2122
Anno intero254254

Il 2026 ha 254 giorni lavorativi, e 7 festività cadono in un giorno feriale. Con otto ore al giorno sono 2.032 ore.

Il 2027 ha 254 giorni lavorativi, e 7 festività cadono in un giorno feriale. Con otto ore al giorno sono 2.032 ore.

Perché il numero cambia da un anno all’altro

Un anno ha fra 260 e 262 giorni dal lunedì al venerdì, a seconda del giorno in cui comincia e del fatto che sia bisestile. Quanti ne restano dipende poi da quante festività finiscono in un giorno feriale.

Dal 2026 le festività nazionali con un nome proprio sono dodici, più la domenica di Pasqua, che la legge copre già attraverso «tutte le domeniche». Il Lunedì dell’Angelo cade sempre di lunedì, quindi toglie sempre un giorno; le altre undici hanno una data fissa e possono capitare ovunque nella settimana. Facendo il conto su tutte le combinazioni possibili, le festività in giorno feriale sono sette, nove, dieci o undici: gli anni più poveri sono quelli in cui Natale cade di venerdì o di sabato, i più ricchi quelli in cui cade di lunedì.

La Pasqua sposta anche giorni fra i mesi: il Lunedì dell’Angelo finisce in marzo o in aprile a seconda dell’anno, e il numero di giorni lavorativi di quei due mesi cambia di conseguenza.

Feriale non vuol dire lavorativo

Nel linguaggio giuridico italiano i giorni si dividono in festivi e feriali, e il sabato è un giorno feriale: non compare nell’elenco dei giorni festivi della legge 27 maggio 1949, n. 260, che nomina le domeniche e le dodici festività. Quando un contratto o un avviso parla di «giorni feriali», quindi, il sabato di solito è compreso.

«Giorno lavorativo» è invece un’espressione della pratica e non della legge, e in Italia si riferisce quasi sempre alla settimana corta dal lunedì al venerdì, che è ciò che conta lo strumento. Prima di calcolare una scadenza conviene leggere quale delle due parole usa il testo: su un termine di venti giorni la differenza fra le due letture è di circa tre giorni di calendario.

I termini: il primo giorno non si conta

Per i termini di diritto civile vale l’articolo 2963 del codice civile: non si computa il giorno nel corso del quale cade il momento iniziale, e se il termine scade in un giorno festivo è prorogato di diritto al giorno seguente non festivo. Nel processo la regola è la stessa: l’articolo 155 del codice di procedura civile esclude il giorno iniziale, computa quello finale, conta nel termine anche i giorni festivi intermedi e proroga la scadenza che cade di sabato o in un giorno festivo al primo giorno non festivo successivo.

Lo strumento qui sopra fa il contrario: conta sia il giorno iniziale sia quello finale, che è ciò che serve per un piano di lavoro o per contare le giornate di una trasferta. Per una scadenza di legge va tolto il primo giorno.

C’è poi una pausa che nessun calendario di giorni lavorativi mostra: la sospensione feriale dei termini processuali, dal 1° al 31 agosto. La legge 7 ottobre 1969, n. 742 la prevedeva dal 1° agosto al 15 settembre; il decreto legge 132/2014 l’ha ridotta all’intero mese di agosto a partire dal 2015. Nei termini processuali e tributari quei trentuno giorni semplicemente non si contano, e una scadenza di trenta giorni che parte a fine luglio finisce a settembre.

Le giornate delle banche non sono queste

I pagamenti in euro si regolano su T2, il sistema dell’Eurosistema, che è chiuso il sabato, la domenica, il 1° gennaio, il Venerdì Santo, il Lunedì dell’Angelo, il 1° maggio, il 25 e il 26 dicembre. Il calendario è lo stesso in tutta l’area dell’euro e non coincide con quello italiano in due modi opposti.

Da una parte il Venerdì Santo, che in Italia è un normale giorno lavorativo, è una giornata in cui i bonifici non vengono regolati. Dall’altra l’Epifania, il 25 aprile, il 2 giugno, il Ferragosto, il 4 ottobre, Ognissanti e l’Immacolata sono festività italiane ma non chiusure di T2: gli sportelli sono chiusi, la valuta può muoversi lo stesso, e le banche applicano regole proprie. Chi deve far arrivare un pagamento entro una data precisa dovrebbe quindi contare i giorni con il calendario della banca, non con quello delle festività.

Giorni lavorativi e orario di lavoro

Le ore indicate qui sopra sono semplicemente otto ore per il numero di giorni. Otto è la misura che discende dall’articolo 3 del decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66, che fissa l’orario normale di lavoro in quaranta ore settimanali e consente ai contratti collettivi di riferirlo alla durata media di un periodo non superiore all’anno.

Molti contratti collettivi stanno sotto quella soglia o distribuiscono l’orario in modo diverso, con riduzioni, banca ore e permessi. Sopra l’orario normale c’è il limite europeo recepito dallo stesso decreto: la durata media del lavoro, straordinario compreso, non può superare quarantotto ore per settimana calcolate su quattro mesi, e va garantito un riposo di almeno ventiquattro ore consecutive a settimana, di regola in coincidenza con la domenica.

Le ferie non entrano in questo conto. I giorni lavorativi della tabella sono i giorni in cui l’azienda è aperta, non quelli in cui una singola persona lavora: dalle quattro settimane minime di ferie in avanti, ogni lavoratore ne sottrae i propri.

Fonti

Come vengono verificati gli strumenti