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Quaestio

Antiche unità di misura

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Grandezza

Equivale a

59,49 cm

1 braccio (braccio milanese da panno)

Nell’altro senso: 1 m equivale a 1,6809 braccia.

  • Periodo: fino al 1861
  • Luogo: Milano e Lombardia
  • Merce: panni e tele

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Tutte le misure, dalla più piccola alla più grande

MisuraEquivale aPeriodoUso
Lunghezza
palmo26,46 cm1840–1862Regno delle Due Sicilie, domini continentali
piede51,44 cm1818–1850Piemonte e Stati di terraferma sardi
braccio59,49 cmfino al 1861panni e tele
raso60,01 cm1818–1850stoffe
passo1,739 mfino al 1866Venezia e Terraferma veneta
canna2,646 m1840–1862Regno delle Due Sicilie, domini continentali
trabucco3,086 m1818–1850Piemonte e Stati di terraferma sardi
miglio1,852 km1840–1862Regno delle Due Sicilie, domini continentali
Superficie
pertica654,5 m²fino al 1861Milano e Lombardia
tornatura2.080 m²fino al 1861Bologna e Romagna bolognese
biolca2.836 m²fino al 1861Modena
moggio napoletano3.365 m²fino al 1840Napoli e province continentali
giornata3.810 m²1818–1850Piemonte e Stati di terraferma sardi
campo3.863 m²fino al 1866Padova, e in uso anche a Venezia, Murano e Malamocco
salma di terra1,746 ha1811–1862Sicilia
rubbio di terra1,848 hafino al 1870Roma e Agro romano
Volume
boccale1,823 lfino al 1870vino
fiasco2,279 lfino al 1861vino
emina23,05 l1818–1850grano e altri aridi
staio24,36 lfino al 1861grano e altri aridi
barile45,58 lfino al 1861vino
tomolo55,55 l1840–1862grano e altri aridi
brenta75,55 lfino al 1861vino
corba78,64 lfino al 1861grano e altri aridi
soma116,7 lfino al 1870vino
moggio146,2 lfino al 1861grano
salma275,1 l1811–1862frumento
rubbio294,5 lfino al 1870grano e altri aridi
Massa
oncia26,73 gfino al 1862Napoli e province continentali
libbra320,8 gfino al 1862Napoli e province continentali
rotolo891 g1840–1862Regno delle Due Sicilie, domini continentali
rubbo9,222 kg1818–1850Torino e Piemonte
cantaro89,1 kg1840–1862Regno delle Due Sicilie, domini continentali
Conteggio
dozzina12ancora in usotutta l’Italia
grossa144ancora in uso in alcuni commercitutta l’Italia
risma500ancora in usocarta comune e carta da stampa
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Come funziona

Prima del 1861 non esisteva un sistema italiano di pesi e misure. Ne esisteva uno per ogni Stato, e spesso uno per ogni città: il Regno di Sardegna, la Lombardia austriaca, il Granducato di Toscana, lo Stato Pontificio, il Regno delle Due Sicilie, Parma, Modena. Per questo quasi ogni misura di questo elenco porta più valori, ciascuno con l’indicazione del luogo in cui valeva. Lo strumento li mostra affiancati e non ne fa mai una media, perché una media fra il braccio di Milano e quello di Venezia non sarebbe mai stata usata da nessuno.

Lo stesso nome cambiava anche dentro una sola città, secondo la merce. A Bergamo il braccio mercantile misurava 0,659319 m e quello da fabbrica 0,531414 m. A Venezia il braccio da lana era di 0,683796 m e quello da seta di 0,638721 m. A Roma la canna architettonica dell’edilizia era di 2,234675 m e la canna mercantile delle stoffe di 1,991897 m, con due palmi diversi. Un valore senza città, e spesso senza merce, non serve a nulla.

Il sistema metrico decimale arrivò in Italia con Napoleone e se ne andò con lui. La Repubblica Cisalpina lo proclamò con la legge del 18 termidoro anno IX, cioè il 6 agosto 1801, e la Repubblica Italiana lo consolidò con il decreto del 27 ottobre 1803; a Roma una commissione pubblicò nel 1811 il prospetto delle operazioni per stabilirlo negli Stati Romani. Dopo il 1814 la Restaurazione riportò quasi ovunque le misure antiche, e in Lombardia il governo austriaco introdusse per via indiretta i pesi di Vienna, fra cui la libbra medicinale imposta con la notificazione del 15 luglio 1841.

Il ritorno al metro fu graduale e va conosciuto per data. Il regio editto di Carlo Alberto dell’11 settembre 1845 rese il sistema metrico esclusivo negli Stati sardi di terraferma dal 1° gennaio 1850, e in Sardegna dal 1° aprile dello stesso anno. Il regio decreto del 15 settembre 1859 lo estese alla Lombardia, alla Toscana e all’Emilia dal 1° gennaio 1861. La legge del 28 luglio 1861, n. 132 lo estese a tutto il Regno, e le tavole di ragguaglio ufficiali, con cui sono calcolati i valori di questo sito, furono approvate solo con il regio decreto del 20 maggio 1877, n. 3836, dopo dodici anni di raccolta dei campioni.

Alcune riforme cambiarono il valore delle misure senza cambiarne il nome, e sono la trappola principale. In Piemonte la rettifica del 1818 portò il piede liprando da 0,513766 m a 0,514405 m, e con esso il trabucco, la giornata e tutte le misure che ne dipendono: una giornata del 1810 non è la giornata del 1840. Nel Regno delle Due Sicilie la legge del 1840 sostituì al palmo d’uso di 0,26367 m un palmo legale decimale di 0,264550 m, e la canna passò da 8 palmi a 10, cioè da 2,109360 m a 2,645503 m. In Sicilia valeva invece la legge sicula del 1809, con un palmo tutto suo di 0,258098 m.

Le misure di conteggio, come la dozzina, la grossa e la risma, restano in questo elenco anche se non sono grandezze fisiche: contano pezzi e si convertono soltanto in un altro numero di pezzi. La relazione ufficiale del 1877 avverte infine che parecchi campioni antichi non erano più in buono stato di conservazione e che la Commissione non poté verificarli con misurazioni dirette: le cifre qui riportate sono le migliori disponibili, non misure di precisione.

Come vengono verificati gli strumenti